Pace a tutti sono Cesare Sanna di Ossi (Sassari). Correva l’anno 1996, il SIGNORE ci fece Grazia del Santo pellegrinaggio per Mamma Lucia sul Gargano. Partimmo col cuore pieno di felicità. Quando la MAMMA mi ricevette nella Santa Casetta delle Grazie fu una esplosione di sorrisi e lacrime di gioia, mi chiese: “Figlio cosa ne pensi della droga?” ed io risposi: “MAMMA, non la penso proprio”. Mi disse:” Stai attento perché la droga è il tuo baule”. Sorridendo dissi che la cosa non mi apparteneva. Chi sa perché Mamma mi aveva detto questo, non facevo certo uso di droga, anche se all’epoca nella compagnia che frequentavo c’era chi fumava spinelli. Quando ripartimmo, quelle Sante Parole mi accompagnarono sino alla nave, per poi dimenticare tutto. Passò qualche giorno e andai al parco dove mi aspettavano i miei amici e mentre chiacchieravamo, uno di questi mi passò uno spinello. Feci una sola tirata, eravamo seduti su di una panchina, ad un certo punto vidi passare davanti ai miei occhi il palo della luce che stava a tre metri di distanza da me, la persona che era seduta affianco mi redarguì dicendomi di smetterla di parlare a vanvera, ma io ero convinto di non aver detto niente. Qui cominciò il mio calvario. Mi alzai e mi misi a camminare senza una meta, non ricordavo più chi fossi, volevo andare a casa, ma non trovavo la strada, giravo a vuoto. Solo una cosa avevo chiara nella mente, il Nome di MAMMA e la Santa Ave Maria. Dopo tanto pregare arrivai finalmente a casa, presi la moto e andai nella campagna dei miei custodi e una volta li, caddi a terra, arreso e stanco. Mi rialzai e mi misi di nuovo a camminare, il cuore mi batteva all’impazzata e nel buio della notte vedevo d’avanti a me la luna, era grande, una luna grande così non l’avevo mai vista. Una cosa strana accadde, la mia ombra camminava d’avanti a me, pensai: se la luce di questa luna enorme è davanti a me, la mia ombra dovrebbe essere dietro le mie spalle. (Era la MAMMA CHE CAMMINAVA DAVANTI A ME PER SOCCORRERMI). Arrivai a casa, entrai e la mia custode mi chiese che cosa fosse successo e così le raccontai tutto. Mi preparò una camomilla e una volta bevuta, andai a letto. Appena mi addormentai, nel sogno, come un fulmine, MAMMA con il Suo Santo bastone, faccia a faccia, mi disse:” figlio te l’avevo detto che la droga sarebbe stata il tuo baule”. Avevo rischiato un brutto infarto e quell’ombra che vedevo davanti a me avendo la luna di fronte, era lo Spirito di DIO MADRE che non mi lasciava un secondo. Poco tempo dopo partii in pellegrinaggio per essere ricevuti da Mamma, appena misi piede nella Casetta delle Grazie, MAMMA mi disse che ero come un fiume in piena che corre all’impazzata verso il mare, ma Lei era sempre con me a frenare il mio correre contro i pericoli. Mi sciolsi in lacrime e l’unica cosa che riuscii a dire fu: “Grazie PADRE mio”. Sia Gloria a Te Vita dell’Anima mia. Viva Dio!