Testimonianza di Antonio Aliano di Gravina (Bari)

Sono Antonio Aliano di Gravina, sono un figlio di Mamma dall’82, alcuni anni fa, era il giorno del Corpus Domini, è successo un grave evento nella mia azienda, un operaio si è amputato una mano sotto una pressa, proprio mentre io ero a Casa Santa; ho riferito il fatto subito alla Mamma. Una volta rientrato a casa, Mamma mi ha scritto una lettera molto bella e in cui mi diceva:” figlio non ti devi preoccupare perché nonostante questa disgrazia sei stato Graziato perché l’operaio prima di mettere la mano, ha messo la testa sotto la pressa”. Rimasi sconvolto, infatti era andata proprio così, alla Mamma non avevo avuto modo di raccontarLe la dinamica dell’incidente, il racconto raccapricciante dell’operaio confermava che, come mi aveva scritto la Mamma, lui aveva infilato sotto la pressa prima che essa partisse, la testa e subito successivamente solo la mano che rimase schiacciata sotto di essa. Nella lettera, la Mamma mi diceva ancora: ” Non ti preoccupare figlio che la Mamma ti aprirà tutte le porte”. E’ così è stato, infatti mi avevano bloccato la produzione, la macchina e non potevamo più lavorare, gli operai erano senza lavoro, andai al ministero del lavoro e all’infortuni e grazie alla Mamma, si aprirono tutte le porte che mi permisero nel giro di un mese, di riprendere l’attività produttiva e gli operai poterono riprendere il loro lavoro. Grazie Mamma di aver salvato la vita del mio operaio e di aver appianato subito tutte le insormontabili difficoltà che in queste circostanze possono mettere seriamente a rischio il lavoro.
Mamma nel cuore sempre, notte e giorno, anche se alcune volte dico che non sono degno dell’Amore della Mamma, ma per me è la Vita.
Io sono sorpreso per quante persone hanno conosciuto Mamma Lucia, hanno ricevuto Grazie, ma poi hanno dimenticato.
Una volta ho dato un passaggio a una persona che non conosco, ma che un mio parente mi aveva detto di accompagnare al mio paese e mentre guidavo, come sempre, ho parlato di Mamma, e questa persona La conosceva e mi raccontò che durante un’operazione le era apparsa Mamma. Non so perché poi le persone dimenticano.
Un’altra volta, mentre ero in banca con un agente immobiliare per definire l’atto di acquisto di una casa per mia figlia, come sempre ho parlato di Mamma; questo mi dice:” sì Mamma La conosco pure io, andavo da Mamma quando ero ragazzino e mia mamma soffriva di epilessia e ogni tanto cadeva per terra e la Mamma l’ha guarita, a pensarci mi viene la pelle d’oca, i medici prima non sapevano come curarla e ora non sanno come è guarita”.
Io non capisco come ci si dimentica delle Grazie ricevute.
Quando ho iniziato l’attività della mia azienda, andavamo malissimo e mi rifugiai subito al Santo Pronto Soccorso della Mamma che mi disse: “non ti preoccupare figlio mio, tu ed Io, l’azienda la porteremo su”, e così è stato, con l’aiuto della Grazia della Mamma sono riuscito ad uscire da quel tunnel impossibile, eravamo pieni di debiti, quando andavamo in banca i direttori ci mantenevano lontano come quando uno ha la peste. Grazie alla Mamma, oggi siamo un’azienda al top con dei crediti e delle credenziali veramente importanti.
Mai, mai dimenticare tutte le Grazie che la Mamma ha strappato e continua a strappare al nostro Padre Creatore per noi figli indegni e peccatori.
Un saluto a tutti i Santi fratelli e sorelle di Casa Santa, Dimora di Dio.

Testimonianza di Maria De Troia da Nocera

Mi chiamo Maria De Troia da Nocera, la mia storia inizia nel Gennaio del 2008, quando mi viene diagnosticato un adenocarcinoma del cardias (tumore maligno molto aggressivo), sono disperata e profondamente angosciata, ho 38 anni e tre bimbi piccoli, quindi sono molto preoccupata non per me, ma per loro. I dottori mi informano che devo sottopormi ad un intervento molto duro, l’asportazione completa dello stomaco, effettuare molti cicli di chemioterapia e sperare che il tumore non abbia già sottoposto a metastasi altri organi, è un tumore molto duro da combattere e la mia speranza di vita è molto bassa. Sono in preda al panico, comincio a contattare parenti e amici per comunicare questa terribile notizia. Tra tanti sento la necessità di contattare la mia cara amica nonché collega Maria Rosaria Carella, ho imparato a conoscerla negli anni e ad apprezzare la sua Fede (così profonda, così attiva) la sua infinita serenità interiore anche difronte alle tante difficoltà che la vita le ha riservato. Maria Rosaria non mi delude, mi invade con il suo ottimismo, con la sua speranza in Nostro Signore, con la sua caparbietà ad invogliarmi a pregare, pregare, pregare per convincere l’Eterno Padre a concedermi la Grazia.
Considerata la gravità della situazione, mi svela quale è la Fonte della sua serenità; la Presenza su questa terra di Mamma Lucia, La Donna Vestita di Luce che è stata mandata da Dio su questa terra per caricarsi di tutti i nostri problemi e presentarli a Lui; che ha la forza della Fede e della Preghiera e che è così vicina a Nostro Signore che Lui L’ascolta. Sono un po’ scettica ho paura di tutte le malvagità di cui si sente parlare, ciarlatani che speculano sul dolore della gente, però è tanto l’Amore che leggo negli occhi della mia amica che mi convinco a mettermi in contatto telefonico con Casa Santa, Fondata da Mamma Lucia.
Non so cosa dire, sono in forte imbarazzo mentre squilla il telefono, ad un certo punto sento dall’altra parte della cornetta una voce soave di una Santa sorella che mi dice:” dimmi sorella” e ascolta le mie parole di disperazione in silenzio, dicendomi alla fine: “La Mamma Pregherà per te, abbi fede”. Questa telefonata mi sconvolge, mi trasmette tanta forza e tanta dolcezza nello stesso tempo, mi fa sperare. Da quel momento penso sempre alla Mamma, ed il giorno della mia operazione, prima di entrare in sala operatoria, dopo aver pregato la Madonna e Nostro Signore di concedermi la Grazia, La chiamo in mente e Le chiedo di essermi vicina nella durata dell’intervento, di “tenermi la mano”, di darmi la forza.
L’intervento è lungo, ma va benissimo, purtroppo il tumore è grande ed ha toccato anche qualche organo vicino come i polmoni, ma viene asportato tutto.
Devo trascorrere la notte in rianimazione, una notte terribile, che non finisce mai, tra dolori, morfina, tubi da tutte le parti, ma la Mamma è sempre con me, mi ritorna in mente quella voce soave “Forza sorella” ed io resisto e arriva il mattino e il giorno dopo e quello dopo ancora.
Io ringrazio Dio che sono ancora qui oggi a scrivere questa testimonianza, il Signore mi ha fatto il Miracolo che non è quello della guarigione, ma è quello di avvicinarmi a Lui, di farmi “sentire” che Esiste, che ci Ama, che ci dà forza e non ci abbandona mai e che ha mandato per noi la Mamma che ci aiuta nelle difficoltà della nostra vita.
Le mie questioni personali non sono finite, ho subito un altro intervento per una recidiva, sto vivendo l’abbandono da parte di mio marito e chi sa cosa mi riserva il domani, ma so che ogni volta che la vita mi butta a terra, c’è una Mano tesa pronta a tirarmi su e ad accompagnarmi; è la Mano della Mamma e di tutte le sorelle di Santità che tanto fanno per tutti noi
Un grazie alla mia collega Maria che è stata strumento di Dio per farmi conoscere la Sua Gloria che è scesa dal Cielo per la Salvezza di tutta l’umanità: Mamma Lucia.

Testimonianza di Angela De Amicis di Avezzano (Aquila)

Pace a tutti fratelli e sorelle sono Angela De Amicis di Avezzano (Aquila). Era il 1982 quando per la prima volta mi parlarono di Mamma Lucia. Il mio cuore palpitò e all’invito della Creatura di Dio dissi subito di sì. Avevo dal 1980 un problema alle spalle, era una malattia grave, fui operata e dopo feci anche quaranta terapie, ma non risolsi il problema. Stavo sempre male, avevo dolori alla schiena, allo stomaco e un po’ dappertutto, passavo le mie giornate quasi sempre a letto. Un giorno dovevo andare a visita da un altro dottore, la mia custode (la mamma terrena) piangeva e mentre mi stavo preparando, arrivò a casa un nostro parente che conosceva Mamma Lucia. Ci disse di non piangere più e ci parlò di Mamma Lucia e disse di andare da Lei e che se ci mettevamo un po’ di Fede, Mamma ci avrebbe aiutato. Arrivai da Mamma Lucia quando da poco si era trasferita da Torre Mileto a Pila Rossa, entrai per la prima volta nella Casetta delle Grazie al Cospetto di Mamma, fu tale l’emozione che mi si formò un groppo alla gola, non riuscivo a parlare. Fu Mamma a stringermi fra la Sue Sante Braccia dicendomi: “Ma che mi vuoi dire, …dell’operazione?” io Le risposi “Si” e Lei” Non ti stare a preoccupare figlia Mia che l’operazione è andata tutta bene, però hai lo stomaco infiammato, il fegato ingrossato, un po’ la schiena…, ma non ti preoccupare ci pensa Mamma”. Piangendo sono uscita dalla Casetta delle Grazie e appena fuori mi sentii come una farfalla, ero guarita! Il mio non era un camminare, mi sembrava di volare, quasi non riuscivo a credere di sentirmi così bene. È da allora che la Mamma non l’ho lasciata più. Quante Grazie che ho ricevuto, quante volte mi ha sostenuto nei momenti di bisogno, sempre è stata presente in ogni attimo della mia vita. Ricordo che un giorno di circa dodici anni fa, la mia custode, aveva circa 90 anni, stette molto male, la portammo in ospedale ad Avezzano, dove entrò con codice rosso e la portarono subito in sala rianimazione. Andavamo in ospedale nell’orario di visita previsto per la terapia intensiva e dopo pochi giorni, con nostra grande meraviglia, non era più in terapia intensiva ma la trovammo nel reparto in una cameretta insieme con un’altra paziente. Notai subito che il volto della mia custode era stranamente luminoso, pieno di Luce e mi disse: “Angela, stanotte ho sognato Mamma mi ha portato al Paradiso! Mi ha ridato la Luce!” e ci raccontò di quanto era stata bella per lei quella notte. Grazie Mammina del Cielo! Grazie per quella notte di Paradiso che hai donato alla mia custode, insieme alla Tua Luce gli hai ridonato la vita. Non vi dico la meraviglia dei dottori, per il fatto che si era ripresa da una situazione per loro chiaramente senza ritorno. Dopo un po’ di giorni di terapie in ospedale, le diedero delle medicine da prendere a casa e la dimisero. Dopo qualche giorno, con mio stupore, mi telefonò il primario dell’ospedale e mi disse; “ Signora posso venire a casa sua a vedere sua madre?”Il primario che mi chiede di venire a casa mia? Il primario! Figuriamoci, dissi subito: “Come no professore, venga, la casa è aperta” e lui: ”Perché …sa, è un caso un po’ …, non ve lo so spiegare neanche io”, ed io; ”E vabbè, venga professore”. Quando venne a casa, la mia custode stava bella, come una rosa. La visitò con grande attenzione, poi, perplesso, mi disse che non si riusciva a capacitare come, nel suo stato, era riuscita a venir fuori da una situazione per lui irreversibile e disse chiaramente che lui ormai l’aveva considerata spacciata. Gli dissi io: “Guardi professore che ci sta pure Dio!” All’evidenza del suo non credere, ringraziai ancora in cuor mio Mamma Lucia per aver Donato Grazia alla mia custode di poter vivere ancora. Grande è la Misericordia di Dio Padre che ci ha donato la Sua Diletta Sposa, Mamma Maria Lucia, scesa sulla terra per donare Luce a tutti i Suoi figli. Beato chi attinge a quella Luce e mette in pratica i Suoi Santi insegnamenti.

Testimonianza di Lucia Marinelli di Ancona

Pace, sono Lucia Marinelli di Ancona, col finire della scuola per le vacanze estive, il mio pensiero va a tanti anni fa: era il 1997 e stavo giocando con un mio compagno di classe contenta che fosse l’ultimo giorno di scuola elementare. Mentre ci rincorrevamo, ebbi un incidente: andai a sbattere di spalle contro una porta a vetri che si ruppe in mille pezzi e mi ritrovai in un istante catapultata dalla parte opposta di essa.
Quando mi rialzai vidi che non mi ero fatta nulla se non un taglietto sul naso, i miei vestiti erano rimasti intatti, come se qualcosa mi avesse fatto da scudo.
Vi chiederete : ” certo queste cose possono capitare! Cosa c’è di strano?? “, invece io sono SICURA che Tu Mamma mi hai protetto col Tuo Santo Manto!!
Come faccio a dirlo, così con certezza??
Perché una volta tornata a casa dall’ospedale, dopo aver messo qualche punto al taglietto e nulla più, notai che l’intimo era da buttare dalle centinaia di buchi che aveva, per le miriadi di schegge di vetro che mi avevano completamente coperto, mentre i vestiti sovrastanti erano intatti!!
La mia custode dopo il grande spavento, chiamò subito Casa Santa e ringraziò per la GRANDE GRAZIA che il Signore e Mamma ci avevano fatto in quanto potevo rimanere seriamente deturpata nel fisico e nel viso.
Ricordo che il quel momento, Tu Mamma eri lì, dall’altra parte della cornetta e ci hai detto che se non fossi intervenuta Tu, sarei rimasta cieca in seguito all’incidente.
Grazie Mamma e lode sempre a Te e al Signore perché mi Avete scelta… tra tutte le persone che abitano sulla Terra, Avete scelto me facendomi conoscere chi Siete.
Non fate mai che io abbandoni il Vostro Cammino di Santità.
Mamma grazie al Tuo Divino intervento non sono rimasta cieca, aiutami ogni giorno a vedere con l’Anima il fratello bisognoso davanti a me.
Allontana da me questa paura che ci hanno inculcato del fratello sconosciuto che ci passa accanto.
Grazie Mamma per tutto quello che mi dà in Spirito e Corpo anche se non me lo merito, non oso immaginare dove sarei se non fossi sempre accanto a me. ❤
Ti aspetto nei miei sogni con i fratelli di Santità ❤

Testimonianza di Annamaria Quatrini di Ancona

Sono Quatrini Annamaria di Ancona, testimoniare ciò che si è avuto dalla nostra cara Mamma Lucia è il minimo che si possa fare e anch’io voglio lodare la nostra Mamma, raccontandovi alcune delle tante Grazie ricevute da me e dalla mia famiglia. Da quando ho conosciuto Mamma, non l’ho lasciata più. Lei è stata sempre presente in ogni momento di bisogno e necessità, sia per me sia per tutti coloro che con Fede si sono affidati a Lei. Ricordo che mia zia era affetta da un tumore maligno al cervello dal quale non vi era speranza di vita. Aveva poco più di trent’anni, una bimba grande ed un altro bimbo piccolo ancora da crescere, siamo venuti in pellegrinaggio da Mamma e Lei disse: “Non ti preoccupare figlia ci penso io” e cosi è stato. Nessuno qui in Italia volle mettere le mani in una situazione così tragica, ma l’intervento della nostra Mamma si fece subito sentire. Una porta si aprì ed esattamente fu in Francia, dove mia zia fu operata. I medici non promisero niente con un caso del genere, senza speranza, solo dissero” ci proviamo”. Grazie alla nostra meravigliosa Mamma mia zia superò quell’intervento. I medici francesi, stupiti per l’esito insperato di quell’intervento così difficile e di particolare gravità, anche loro dovettero inchinarsi all’intervento di una Mano Divina, una delle tantissime Grazie, discese dal Cielo per opera della nostra Mamma, dove nelle Sue Sante Mani è deposta dal Buon Dio la Fondazione delle Grazie. Un’altra Grazia che in questo momento ricordo, è quella ricevuta da mio suocero. Venimmo a Casa Santa io e la mia custode, quando fummo ricevute da Mamma, Le parlammo di mio suocero che aveva un tumore alla gola, Lei ci disse: “Non vi preoccupate che ce la farà”. Dopo quell’intervento mio suocero è vissuto fino alla veneranda età di novant’anni. Grazie Mamma! Tra le tante Grazie quella che più mi ha colpito, che ho vissuto in prima persona, è quella di quando ha guarito il mio babbo quando aveva 65 anni. Era il 13 dicembre 1987, eravamo in famiglia, avevamo appena cenato, il mio babbo era ancora seduto a tavola e all’improvviso si è accasciato e non ha più parlato. Immediatamente lo portammo al pronto soccorso dell’ospedale e da lì subito ricoverato. Non parlava più, non vedeva più, non camminava più, era in uno stato di incoscienza. Con la speranza che qualcuno potesse fare qualcosa per lui, lo portammo in altri ospedali, in ultimo quello di Chiaravalle. Dopo visitato, vado a parlare con i dottori per sapere la situazione, cosa era successo, cosa potevamo fare e allora i dottori mi dicono: “Ma signora, ma cosa vuole, ma che ce lo chiede a fare…, suo padre non arriva neanche a domani”. A quel punto ho detto: “No! Mamma me lo guarisce”, ho battuto la porta e sono fuggita. E così è stato. Grazie a Mamma il mio babbo, dopo sei mesi di terapie in ospedale, è guarito e ha riacquistato tutte le sue funzioni con grande meraviglia dei dottori perché, per loro, non c’era più niente da fare e loro, che ne vedono tutti i giorni, dissero che questo poteva essere solo un Miracolo. Il mio babbo è salito al padre all’età di 78 anni. Grazie alla nostra adorata Mammina del Cielo, per me è stata una gioia grandissima poterlo avere ancora per altri 13 anni. Ho raccontato tante volte di questa Grazia ricevuta dal mio babbo, ma oggi sono molto felice di poterla raccontare qui per tutti. Oh, Mammina mia se non ci fossi stata Tu io non so dove sarei finita. Ho la testa dura, quanti errori ho commesso, ma mi hai fatto tanti di quei Miracoli che qualcuno l’ho pure dimenticato per quanti sono. Grazie Mammina mia, grazie, grazie, grazie.

Testimonianza di Domenico Latini di Ascoli Piceno

Pace fratelli e sorelle di tutto il mondo, mi chiamo Latini Domenico, ho 80 anni e sono originario della provincia di Ascoli Piceno. Sono stato operato nel 1980 ad Ascoli Piceno, prima di entrare in sala operatoria mi sono affidato, come sempre, alla mia adorata Mamma Maria Lucia. Mentre mi operavano, ero sotto anestesia, ho visto Mamma Lucia che mi ha detto: “ Figlio mettiti a sedere in Paradiso”. C’erano cinque persone che pregavano e c’era una sedia vuota e mi disse Mamma “mettiti su questa sedia, ” io dissi alla “Mamma ma io sono un peccatore non sono degno di sedermi qui”. Poi ho visto i figlioli miei che stavano in mezzo ad un campo di grano e mi salutavano e la Luce del Paradiso che illuminava tutto era sette volte più forte della luce del sole. Quando mi svegliai il professore che mi operò, mi chiese con chi parlavo mentre mi svegliavo e chi fosse Mamma Lucia che io invocavo in continuazione e aggiunse: “ Queste sono cose eccezionali, lei ha avuto un Miracolo, ” perché con quello che avevo e con un blocco intestinale in atto non avevo speranze di vita. Io gli parlai della Mamma, di Maria Santissima presente sulla Terra e lui mi affermò ancora che avevo ricevuto un Miracolo, io dovevo essere morto. Quando, poi, sono venuto a Casa Santa, Mamma disse: “Figlio io stavo insieme ai professori”. Un giorno ero qui da Mamma e stavo male perché avevo avuto un diverbio con mio figlio in quanto lui si ritirava sempre tardi la notte. Ero molto addolorato e preoccupato per lui e, mentre ero assorto in questi pensieri, mi si avvicinò una Santa sorella di Casa Santa che mi disse: “Fratello, Mamma mi manda a dire che è tutto apposto che ci pensa Lei per tuo figlio”. Io non avevo detto niente a nessuno, ma Mamma, che tutto sa e tutto vede, è intervenuta subito soccorrendomi nel mio dolore. Un’altra volta, sempre lo stesso figlio, nel pullman, mentre andavamo da Mamma Lucia, avemmo una delle solite discussioni che mi fece molto arrabbiare. Una volta giunti a Casa Santa, prima che Mamma uscisse, un pensiero passò nella mia mente: “ quando Mamma esce magari gli desse una bastonata in testa da farlo rinsavire”. Ebbene fratelli e sorelle, la Mamma quando uscì e passò davanti a mio figlio, rivolto a lui, accennando al bastone, disse: “N’capa taggia da” (in testa te lo devo dare). Un giorno la Mamma nella Casetta delle Grazie con infinità dolcezza mi disse: “ per il tuo cuore, ti porterò con me in Paradiso”, tremai tutto il giorno per l’immenso Amore di Mamma che strinse a Se la mia Anima facendomi sentire già in Paradiso. Fratelli e sorelle, tutta l’eternità non basterà per ringraziare Mamma e il Padre per tutto quello che Loro hanno dato a me. Non ci sono parole per poter esprimere quanto Amore Mamma mi ha dato, voglio solo ricordare che se oggi sono qui, dopo nove interventi chirurgici, è solo Grazie a Mamma Maria Lucia. Grazie Mamma, Regina del Paradiso, che con Sacrificio d’Amore, hai voluto lasciare il Tuo Trono Celeste per venire in soccorso nell’Anima e nel corpo di tutti i figli da Te Concepiti.

Testimonianza di Rosanna Recanatesi di Falconara Marittima (Ancona)

Pace a tutti, sono Rosanna Recanatesi di Falconara Marittima (Ancona), voglio raccontarvi ciò che mi è successo alcuni anni fa. Stavo proseguendo con la macchina per una strada, quando vidi dinanzi a me un auto ferma in seconda fila e un furgone dell’acquedotto in terza fila. Piano piano mi allargai per passarli, quando all’improvviso dinanzi a me, vidi arrivarmi a tutta velocità un furgone. Prima dell’inevitabile impatto frontale, urlai forte gridando: “MAMMA, MAMMA ”, come un lampo vidi la Santa Mantella della Mamma che mi coprì totalmente, mentre fui scaraventata violentemente contro un albero e svenni. Tutti mi davano per morta, la macchina da buttare, ma la Grazia della Mamma che mi copri con il Suo Santo Manto, mi salvò da morte sicura e fece gridare al Miracolo le persone intervenute. Grazie Mamma, sotto il Tuo Santo Manto sono rinata, Sia Gloria al Padre che la Mamma ci donò, e stretti al Suo Immacolato Cuore a Lui ci porterà. Un bacio a tutti i fratelli e sorelle di Santità di Casa Santa, la Dimora di Dio e di Maria Lucia in mezzo ai figli.

Testimonianza di Vittoria Lombardi di Sannicandro Garganico

Pace, sono Vittoria Lombardi di Sannicandro Garganico, ho 80 anni e il 27/01/2018 sono caduta e mi sono rotto il femore, immaginate cosa significa rompersi il femore a questa età. Ricoverata a San Giovanni Rotondo, mi hanno operata d’urgenza e il dottore che ha seguito l’intervento ha detto che il mio caso era molto grave avendo anche altri problemi correlati, cosi ha sentenziato dicendo che se mi sarei ripresa, non avrei più camminato e sarei stata per il resto della vita su una sedia a rotelle. Ma il dottore non sapeva che sono una figlia di Mamma Lucia da tanti, tanti anni e la Mamma mi ha sempre aiutata in tutti i miei bisogni e necessità, ed anche questa volta, sicuro mi avrebbe aiutata. L’ho tanto invocata come sempre affinché mi facesse la Grazia di fammi camminare di nuovo, anche stando solo in casa a fare i servizi quotidiani. La Mamma delle Grazie impossibili, che non lascia nessun figlio a bocca asciutta se a Lei si rivolge invocandoLa con Amore, con quel briciolino di Fede Vera, anche questa volta ha ascoltato la supplica di questa figlia Sua indegna e peccatora, donandomi la Grazia di camminare nuovamente, con lo stupore dei medici che si son dovuti ricredere, esterrefatti, sulla loro diagnosi. Eternamente Grata a Te, Mammina delle Grazie, Ti Amo, Tua per l’eternità Vittoria Lombardi.

Testimonianza di Emilia Faccilongo di Lucera (Foggia)

Pace a tutti, voglio condividere con tutti voi fratelli e sorelle di tutta l’umanità, l’Immenso Amore che la Mamma Dona indistintamente ad ogni figlio Suo da Lei Concepito. Sono stata portata dalla Mamma dai miei custodi (genitori) da piccola e da Lei ho avuto ed ho tutto, tante Grazie ho ricevuto e tante ne ho viste ricevere. Tra le infinite Grazie che la Mamma ha strappato al Padre per i figli, mi è rimasta particolarmente impressa, quella donata ad una bimba di circa 8 anni che veniva dalla Calabria, era su di una sedia a rotelle che non camminava dalla nascita, dalle ginocchia in giù compreso i piedini, era tutto storto e deforme. Quante creature paralitiche che la Mamma ha fatto camminare!!! Quella mattina di tanti anni fa, eravamo a Torre Mileto, la custode di questa bimba, piangeva tanto per la sua piccola che non camminava, io, insieme ai bambini presenti quel Santo giorno, correvamo e giocavamo, mentre questa bimba triste con i lacrimoni agli occhi, piangeva nella sua sedia. Ad un tratto, Mamma Lucia, con tono di Voce forte e potente, nella Sua Maestosa Bellezza, disse alla bimba: “ Alzati da quella sedia!”. Vedevamo la Figura della Mamma, Grande, Alta e Imponente, per tre volte gli disse: “Alzati da quella sedia!”, “Alzati figlia e cammina!”, tutti erano perplessi a tale invocazione, la bimba con le sue gambette e piedini deformi, paralitica dalla nascita, non avrebbe mai potuto camminare. Così la bimba alla terza esortazione della Mamma, iniziò a muoversi e a mettere il piedino a terra fino ad alzarsi completamente dalla sua sediolina e a dare i suoi primi passettini traballanti, come quando un piccino si lascia a camminare. La prima deambulazione era insicura, sembrava che potesse cadere a terra da un momento all’altro ma, man mano che dava i suoi teneri passetti, le sue gambette e i piedini si raddrizzavano fino alla normalità, tutta dritta, iniziò a camminare sempre più sicura come se avesse sempre camminato. Così, mentre i familiari e i pellegrini presenti, scioccati, erano presi ad acclamare e a festeggiare la piccola, seguendola nel lungo viale passo, passo, allontanandosi dal punto dove c’era la Mamma, quei pochi di noi rimasti insieme ai Servi di Dio vicino alla Mamma sotto l’Albero dell’Ulivo dove c’era incastonato il quadro della Madonna dell’Altomare, vedemmo la Mamma girarsi verso l’Albero, inginocchiarsi e piena d’Ardore ringraziare il Padre e poi dire: “ Ecco Padre mio, Ti hanno lasciato solo”.
Quante Grazie la Mamma ha strappato al Padre Suo e Padre nostro Creatore per noi figli indegni e peccatori, quanti hanno raccolto i frutti Celestiali del Suo Immenso Amore e poi, come i dieci lebbrosi, non sono tornati indietro riconoscenti alla Fonte dove hanno tratto Grazie e Miracoli. Quanto dolore in Quel Cuore Immacolato ricolmo d’Amore che tutto si è consumato per strappare i figli dal dolore e dal peccato.
Ho citato prima del quadro che era incastonato nell’Albero dell’Ulivo dove la Mamma ci dava la Santa Parola di Dio, a Torre Mileto, posso testimoniare che a tanti pellegrini, me compresa, che abbiamo scattato la foto al quadro dove vi era l’immagine della Madonna dell’Altomare, nello svilupparle, esterrefatti abbiamo visto che l’immagine nel quadro era divenuta quella di Mamma Lucia, foto che io conservo con massima devozione.
E’ lungo il mio percorso di vita vissuto con la Mamma, da piccola ricordo che non avevo tante amiche, non avevo un gruppo di amiche nel paese come tutte le altre bambine, avevo un fratellino, ma mi mancava tanto una sorellina e delle amiche con cui poter condividere momenti della vita insieme, ero sempre sola e taciturna. Ogni volta che venivo dalla Mamma continuavo sempre a dire: “ Mamma voglio una sorella, Mamma non ho le amiche”, mi lamentavo sempre di questo fatto, una volta nella Casetta delle Grazie, Mamma mentre mi stava ricevendo, spostò la tendina posta sulla soglia della Casetta e mi disse: “ figlia mia, ecco! tutte le tue sorelle, vedi quanto è grande la tua famiglia!”, ed io: “ ma come Mamma, ne siamo solo 4 in famiglia”, non capivo. Crescendo capii quello che la Mamma mi aveva detto, la mia famiglia non era quella della carne, ma quella dei figli di Dio dove mi aspettavano e mi aspettano a tutte le ore, dove non mi manca niente, il ristoro del corpo, dell’Anima e per lo Spirito, so che venendo qui, nulla mi manca. Il nostro punto fermo, da piccola ed anche tutt’ora che ho 48 anni, era Casa Santa, era il correre sempre presso la Santa Dimora della Mamma. Tutte le domeniche per noi era una grande festa perché correvamo dalla Mamma che aspettava tutti i figli dietro i Santi Cancelli pronta a riabbracciarci e a cullarci sul Suo Cuore Immacolato, ci ristorava nell’Anima e nel corpo, si pranzava a Casa del Signore, e noi bambini che venivamo da tanti paesi diversi, giocavamo insieme, giravamo intorno alla Mamma nascondendoci sotto il Suo Santo Manto, mentre la Mamma in quel momento nutriva i figli presenti con la Santa Parola di Dio, e sapevamo che quando uscivamo da sotto la Sua Santa Mantella i nostri genitori ci avrebbero rimproverato, ma la Mamma, piena di gioia e dolcezza, ancor di più ci copriva. Un dolcissimo ricordo impresso nel profondo dell’Anima, quel girare sotto il Manto della Mamma, ero un giro che ancora oggi non so spiegare, perché non finiva mai, sentivo l’immensità del Suo Amore, girare intorno ad una persona la si può misurare con i centimetri, il metro, ma girare intorno alla Mamma, era infinito, era infinito, come i Suoi abbracci, sentivo e continuo a sentire ancora, tutto il Suo Profondo Immenso Amore.

Venivo da una famiglia povera, non sapevamo che cosa era un regalo per il natale, vedevo le altre bambine del paese con i giocattoli, con il “cicciobello”, mio fratello vedeva gli altri con il trenino, alcune volte ci mancavano anche le scarpe, qualche vestito anche rattoppato, allora per noi vivere con queste difficoltà, nella città dove c’era tanta discriminazione e indifferenza, era anche una vergogna. Un giorno la Mamma, che conosce nell’intimo ogni figlio e i suoi bisogni e necessità, aspettandoci dietro i Santi Cancelli, appena ci vide arrivare, con infinita gioia e Amore, ci riempì di vestiti, di giocattoli, io non sapevo quale gonnellina mettermi perché mi piacevano così tante, e ricordo che la Mamma, si inginocchiò e mi mise ai piedi delle scarpette nuove. Vedevo Lei, Maestosa, Immensa e piena d’Amore, inginocchiata a mettermi le scarpette, La Creatura di Dio che si è sempre definita “ Una Serva di Dio”, piena di gioia a dirmi: “ ecco! oggi hai avuto i troccoletti nuovi” ( le scarpette nuove). Non solo vestì me dalla testa ai piedi, ma anche mio fratello e i miei custodi. Il mio custode era a capo chino pieno di riconoscenza e devozione alla Mamma, che dopo avergli messo addosso un giubbotto nuovo nuovo gli disse: “ Ue figl mia, come si bello oggi, oggi mi sembri un dottore!” Anche a casa nostra, arrivavano le Sante sorelle che la Mamma mandava nel Silenzio, perché la Mamma è chiamata la Silenziosa, a ristorare e a portare la Santa Carità a tutti i figli nel bisogno. Se sapessero, quanto Amore e Carità Silenziosa, Quel Cuore Immacolato ha Coperto, e quanto dolore ha dovuto raccogliere, dall’uomo cieco e peccatore, duro di cuore, calunnie e maldicenze, ma che Lei ha sempre abbracciato, senza nessun pregiudizio, perché anch’egli figlio della Sua Santa Concipazione.
Ricordo il giorno della mia prima Comunione, era tanta la gioia e l’emozione di prendere Gesù nel mio cuore, andai in chiesa, feci la mia prima Comunione, e subito dopo senza togliermi il vestino di dosso corremmo dalla Mamma che era lì come sempre ad aspettare i figli provenienti da tanti paesi diversi, non c’erano i telefonini come oggi, non chiamavamo alla Mamma per dire che arrivavamo, la Mamma sapeva già tutto e i figli che sarebbero arrivati. Infatti appena arrivati, la Mamma era già lì con le Sue Braccia aperte e mi avvolse nel Suo Mantello e mi riempì la borsettina che portavo da corredo al vestitino, piena piena di confetti dicendomi queste parole:” Ecco figlia mia, mo non far a me a me”, la Mamma già sapeva che li avrei mangiati tutti io senza dar niente a nessuno, ed io mi vergognavo e dicevo:” Mamma mi hai dato i confetti, ma io non ti ho portato nemmeno un fiore, Mamma, io non ti ho portato niente, oggi che è il giorno della mia festa”, volevo raccontare tutto alla Mamma, e la Mamma mi fece segno di stare zitta e mi disse: “ Eh!, figlia, oggi è un grande giorno, oggi hai ricevuto Gesù, Gesù è tutto per te”, io avrei voluto dire tante cose, ma era la Mamma che parlava, Lei già sapeva quello che volevo dirLe. Quel giorno fu per me una grande festa, ma nel mio cuore, continuavo a sentirmi in colpa perché non avevo portato nessun fiore alla Mamma, e la Mamma senza che io parlassi, mi disse:
“ No figlia mia, non piangere che non hai portato i fiori, perché voi siete i miei fiori”, con me c’erano altre 3 bambine vestite da prima comunione di altri paesi.
Un altro ricordo, risale alla funzione dell’11 gennaio del 1982, venimmo dalla Mamma per la ricorrenza del giorno 11, in ricordo dell’ 11 di Marzo, l’Apparizione di Sesto San Giovanni a Milano, la Mamma mentre faceva la Santa Funzione, chiamò in disparte i miei custodi dicendo: “ figli, andate a casa, non restate oggi qua, non fate tardi, dovete ritornare a casa”. Allora il mio custode ci mise in macchina e ci avviammo verso casa sapendo già che qualcosa era successo perché la Mamma che vede e sa ogni cosa dei figli, ci aveva avvisati. Infatti appena arrivammo, trovammo mia nonna che era a letto nella Santa agonia, il giorno dopo, la nonna tornò nelle Braccia del Padre nostro Creatore.
Ogni volta che entravo nella Casetta delle Grazie, la Mamma senza che io parlassi, era Lei a dirmi tutto ciò che serbavo nel profondo del mio cuore, e quello che il Signore aveva disegnato per me; un giorno mi disse: “ figlia, un giorno crescerai, diventerai grande e la Mamma ti farà incontrare un giovane che è come te”, ed io: “ no, Mamma, non mi vuole nessuno, io non ho amici” e la Mamma: “ no figlia mia, un giorno lo conoscerai e verrete tutte e tre a Casa Santa”, io non riuscivo a capire (un giorno verrete tutte e tre) e pensavo forse che la terza persona potesse essere la mia custode o la custode del mio compagno futuro, e subito la Mamma che legge nei cuori dei figli, mi disse: “ il Signore ti manderà un figlio, e quello sarà, mio figlio. Ue! figl mia, non t’metten e mupie in testa, perché quello è mio figlio ed è sano” (Ue! figlia mia, non ti mettere cattivi pensieri in testa, perché quello è mio figlio ed è sano). Tempo è passato, ma la Parola della Mamma non passa mai, ho conosciuto un bravissimo ragazzo che è divenuto in seguito il mio compagno di vita e ai medici che dicevano che non potevo aver bambini, la Mamma mi ha donato la Sua Santa Concipazione. Durante la gravidanza, sono stata 9 mesi a letto perché rischiavo di perdere il bambino e le Sante sorelle, mandate dalla Mamma, arrivavano e mi portavano il cibo, questa creatura che avevo in grembo che mi è stata donata dal Signore, è stata nutrita ed Allattata dalla Mamma. Così la creatura che rischiavo di perderla da un momento all’altro, o se nasceva prematuro i problemi erano grossi, per la Grazia della Mamma è nato a termine dei 9 mesi, sano come la Mamma mi aveva preannunciato: “quello è mio figlio ed è sano”. Oggi tutte e tre, come la Mamma mi disse anni, anni fa, seguiamo il Santo Cammino della Regina del Santo Creato e corriamo sempre nelle Sue Sante Braccia nella Dimora di Dio, Casa Santa.
Non si finirebbe mai di raccontare le meraviglie della nostra adorata Mamma, era la notte Santa tra il 10 e l’11 Agosto del 1982, c’era una marea infinita di pellegrini, circa 13.000, c’era un cielo tutto stellato, le lodazioni e le preghiere erano infinite, la Mamma quando iniziava a pregare era tutta per il Padre, e quella notte dopo la preghiera, ci fu una creatura che portò a Mamma i tortellini, circa 40 kili. Ci mettemmo in fila per prendere il piatto dei tortellini offerti, che la Mamma riempiva e serviva ad ogni figlio. Nella infinita fila, sentivo due creature che dicevano tra di loro che era impossibile, totalmente impossibile che i tortellini che avevano fatto e portato alla Mamma potessero bastare per tutta quella immensa moltitudine di creature, e continuavano a dire perplesse ed esterrefatte: ”ne sono troppi, ne sono troppi”. Io a sentire ciò, che la gente era tantissima e i tortellini pochissimi, e l’infinita fila, tutta ordinata, era composta come sempre ci ha insegnato la Mamma, prima gli uomini, poi le donne, ed infine i bambini, iniziai a preoccuparmi seriamente e a piangere perché ero sicura che non le avrei mai mangiati. Mi rivolsi ai miei custodi dicendo di voler mangiare il loro piatto perché non avrei mai potuto prenderli, così dopo esser stata ripresa severamente, sia dal custode che dalla custode, che mi dissero di obbedire e di aspettare il mio turno, mi rimise in fila piangendo tutto il tempo del suo infinito scorrere, era tanta la gioia di poter mangiare i tortellini quanto la pena che non sarei riuscita ad averne. Così, dopo tempo, arrivammo tutti i bambini dalla Mamma ed io passando dinanzi a Lei, avevo il capo chino sicura che avrei avuto a stento un coppino di solo brodo, la Mamma dopo aver dato come ho detto prima circa 13.000 piatti colmi di tortellini, la Mamma riempì il mio piatto tutto pieno, pieno di tortellini e con tono serio mi disse: “ basta cu sti lacrimoni, basta a uaglia e tutta la serata che stai a uaglia, mo’ basta” (basta con questi lacrimoni, basta a piangere e tutta la serata che stai a piangere, mo’ basta). Ed ancora: “ vedi come stai, stai tutta scourtata stai, mo’, fai cadere pure il piatto” ( vedi come stai, stai tutta disordinata stai, mò, fai cadere anche il piatto). La mia gioia era immensa, avevo il piatto pieno, pieno di tortellini. La Mamma che vede ogni figlio, ovunque sia, in ogni angolo di mondo, in mezzo ad un popolo infinito, aveva visto e sentito nel Suo Cuore Immacolato, a questa sua piccola scellerata e il suo lungo piagnisteo per la paura che i tortelli finissero di sicuro. La Mamma, non solo diete a tutti il piatto colmo di tortellini, ma fece fare anche il bis e tanti fecero anche il tris, il tutto sempre con quelli 40 kg. di tortellini.
Vorrei gridare a tutto il mondo intero la Grandezza della Mamma, I Suoi Santi Insegnamenti che ci hanno rivestito della Sua Povertà, della Sua Umiltà, della Sua Carità, del Suo Amore e della Sua Preghiera, ci ha rivestito del vestito che non ha colore perché siamo tutti uguali, l’Amore verso il prossimo e L’ARDORE E L’AMORE verso il Padre Creatore del Santo Creato. La Mamma è un AMORE INFINITO ed ha asciugato e continua ad asciugare oceani di lacrime, prendendo su di Se, tutte le pene e i dolori di tutti i figli Suoi di tutta l’umanità.
Grazie Padre, Grazie Madre, grazie a tutti i fratelli e sorelle della Santa Dimora di Dio, Casa Santa, con eterna gratitudine Tua figlia Emilia Faccilongo.

Testimonianza di Rosa Natale di Altamura (Bari)

Pace a tutti, sono Rosa Natale di Altamura e sono figlia di tanto Amore di Mamma, alcuni giorni fa, ero molto preoccupata per il mio compagno che non si sentiva bene. Imploravo continuamente la Mamma dicendo: “Mamma, Mamma, pensaci Tu, se c’è qualche cosa di grave dammi il conforto di superare tutto questo”. Il mio compagno aveva dei forti fastidi alla prostata, febbre e pressione alta e problemi ad andare in bagno; fatto le analisi, è risultato una forte cistite e una forte infiammazione, bisognava interpellare urgentemente un urologo per approfondire il caso.
Nel mio Spirito, continuavo ad invocare fortemente la Mamma, quando all’improvviso ho sentito una Voce dentro l’Anima così Soave, era la Mamma che mi parlava e mi diceva:” figlia mia non avere paura è la prostata ingrossata, non avere paura la Mamma non ti abbandonerà”; estasiata, mi sono inginocchiata al sentire la Voce di Mamma e poi subito sono corsa a riferire l’evento Paradisiaco al mio compagno. Sicuri e tranquilli di ciò che la Mamma ci aveva detto, abbiamo prenotato la visita dall’urologo, il quale fatto la visita, rivolgendosi a me, mi dice:” signora perché si preoccupa tanto, lui ha solo la prostata ingrossata, niente di più, facciamo una bella curetta e tutto andrà bene”.
Al sentire queste parole, il mio cuore ha sussultato, le stesse parole dette dalla Mamma, guardandoci negli occhi io e il mio compagno, commossi, abbiamo gioito profondamente.
Tornati a casa, ho chiamato subito Casa Santa e alla Santa Sorella ho riferito le Parole che la Mamma mi aveva detto qualche giorno prima nel mio cuore, le stesse dette dal dottore dopo la visita. Grazie Mamma per il Tuo Amore che ci copre in tutti nostri bisogni e necessità, soccorrendoci senza sosta e donandoci Grazie e Miracoli. Sei in Cielo, ma Sei sempre con noi, grazie Mamma cara di tutto quello che dai a me e a tutta l’umanità.

Un’altra delle tantissime Grazie che la Mamma ci ha donato, è stata quando il mio compagno aveva un problema al basso ventre, andati dal dermatologo e fatto l’ecografia, il medico ci ha detto che si trattava di un tumore, un melanoma. Preoccupatissima, ho invocato immediatamente la Mamma ed arrivata a casa, ho chiamato subito Casa Santa, dove la Santa Sorella che mi ha risposto ci ha detto di non preoccuparci perché la Mamma era vicino a noi.
Siamo andati normalmente al lavoro e al ritorno ci siamo messi in preghiera, quando all’improvviso squilla il telefono, era la Mamma al telefono e mi dice:” figlia mia che ti è successo, non aver paura, quello che ti hanno detto non esiste proprio, Mamma la Grazia già te l’ha fatta, puoi girare tutti i dottori”. Così, abbiamo deciso di non andare più da nessuna parte. Dopo tempo, facendo una visita dall’urologo per altre cose, il dottore ha voluto fare assolutamente la biopsia del melanoma diagnosticato. Con estrema meraviglia del medico stesso, è risultato che non si trattava più di un tumore, di un melanoma, ma di una semplice allergia al Nichel. Grazie Mamma di tutto quello che ci dai.… tanto Amore Mamma… un bacione da Tua figlia Rosa di Altamura, eternamente grata a Te che Sei Madre delle Grazie impossibili.