{"id":600,"date":"2014-11-17T19:37:51","date_gmt":"2014-11-17T18:37:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.figlidimammalucia.it\/it\/?p=600"},"modified":"2014-11-17T19:37:51","modified_gmt":"2014-11-17T18:37:51","slug":"testimonianza-di-eugenia-di-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.figlidimammalucia.it\/it\/testimonianza-di-eugenia-di-genova\/","title":{"rendered":"Testimonianza di Eugenia di Genova"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo Eugenia e vivo a Genova.<br \/>\nHo conosciuto Mamma Lucia nel 1975 quando riceveva a Sesto San Giovanni nella stanza della Santa Apparizione .<br \/>\nQuell&#8217;incontro sconvolse profondamente la mia vita, cominciai a capire quello che fino a quel giorno non avevo mai capito.<br \/>\nOggi mi rendo conto del grande Dono del Signore: entrare nella piccola stanza dove \u00e8 apparsa Maria.<!--more--><br \/>\nQuesta testimonianza \u00e8 gridare con tutto il cuore a Mamma grazie, grazie perch\u00e8 per 39 anni \u00e8 stata la mia unica gioia, il mio unico sostegno, il mio unico conforto nei momenti pi\u00f9 difficili e dolorosi.<br \/>\nLa mattina del 19 aprile 2003 mi accorsi ,con grande sorpresa, di aver sul braccio e sotto l&#8217;ascella sinistra due grossi noduli come due noci. Spaventata subito mi rivolsi al medico, che mi ordin\u00f2 immediatamente un&#8217;ecografia. Con l&#8217;eco si pens\u00f2 al graffio di un gatto, cosa impossibile perch\u00e8 non avevo segni n\u00e8 sulle mani, n\u00e8 sulle braccia e inoltre nessun gatto mi aveva graffiato.<br \/>\nIniziai, tanto per provare , alcune iniezioni di cortisone. Dopo circa due settimane mi resi conto che andavo peggiorando.<br \/>\nMi rivolsi cos\u00ec ad un equipe dell&#8217;ospedale San Martino, il pi\u00f9 grande ospedale di Genova, che subito mi prescrisse una lunga serie di analisi per scoprire quale infezione poteva avermi colpito visto che l&#8217;eco non era chiaro. Tutti i valori erano nella norma, tranne la VES (velocit\u00e0) ma non al punto da spiegare n\u00e8 la presenza dei linfonodi n\u00e8 il continuo peggioramento del mio stato di salute.<br \/>\nDi giorno in giorno perdevo le forze, trascorrevo buona parte della giornata a letto e arrivai a dimagrire in circa un mese quasi di 10 kg e inoltre tutte le sere la temperatura saliva fino a 37\u00b0. Il 25 maggio andai da Mamma, che in quel tempo riceveva, e le dissi che i medici volevano eseguire al pi\u00f9 presto , la biopsia. Mamma mi abbracci\u00f2 e con un sorriso mi disse: &#8221; Bene figlia mia , fa quello che ti dicono cos\u00ec potranno vedere chiaro &#8220;. Tornai a casa molto rincuorata e mi rivolsi allora all&#8217; istituto oncologico di Genova perch\u00e8 ero amica di una dottoressa chirurgo. Fui visitata subito da un professore immunologo di chiara fama nazionale che dopo la visita subito cap\u00ec che la situazione non era affatto bella. Visti i linfonodi e lo strano esagerato dimagrimento, sospett\u00f2 anche ci potessero essere dei linfonodi interni cosa che avrebbe aggravato la situazione . Il suo sospetto, di cui capii si sentiva abbastanza sicuro, era che si trattasse di un linfoma ( tumore nel sangue ) e per questo ordin\u00f2 alla mia amica dottoressa di eseguire e in velocit\u00e0 una biopsia totale, sperando disse &#8221; di non essere troppo in ritardo &#8220;. Questa frase mi sconvolse perch\u00e8 capivo cosa volesse dire linfoma. Arrivata a casa mi rivolsi con fede al quadro di Mamma e del Signore dicendo tra le lacrime &#8221; Signore se davvero \u00e8 un linfoma, fa che la chemioterapia non sia troppo invasiva, tienimi in piedi che posso accudire alla mia famiglia e ai miei figli ancora cos\u00ec giovani &#8220;. Dopo solo una settimana fui ricoverata per la biopsia e subito solo 3 ore dopo la dottoressa si fece consegnare il risultato. Venne di corsa nella mia stanza dove io ero ancora stordita per l&#8217;anestesia e mi disse &#8221; Quello che temevamo non c&#8217;\u00e8, per\u00f2 dobbiamo approfondire la ricerca &#8221; perch\u00e8 non si spiegavano ancora quale potesse essere la causa .<br \/>\nLa mattina seguente, prima di dimettermi, mi fecero altri grossi prelievi del sangue per controllare i marcatori tumorali.<br \/>\nQuella stessa mattina, mentre ero a casa sul divano per riposare, verso le 13 suon\u00f2 il telefono, era Mamma Lucia che con allegria mi domand\u00f2 &#8221; figlia mia come stai? &#8221; gridai &#8221; Bene Mamma grazie a te &#8221; e mi misi a piangere. E Mamma continu\u00f2 con amore e dolcezza<br \/>\n&#8221; visto figlia mia, quanti ammalati non ne escono e tu ne sei uscita! Il Signore \u00e8 potuto entrare &#8221; .<br \/>\nQuesta frase tanto bella l&#8217;ho sempre scolpita nel mio cuore perch\u00e8 mi fece capire che la mia fede, quel granello piccolo, piccolo di fede che dimostrai in quella breve preghiera, mi aveva salvata. Al termine della telefonata, chiesi ancora a Mamma: &#8221; Aspetto ancora i risultati delle ultime analisi e della biopsia perch\u00e8 sono le pi\u00f9 importanti &#8221; e Mamma sorridendo rispose &#8221; vedrai che non troveranno nulla perch\u00e8 il Signore sa quando deve nascondere. Va avanti, rimettiti in forza perch\u00e8 hai una famiglia da mandare avanti. Tanti Baci da Mamma&#8221; e mi salut\u00f2. Da quel giorno, ripresi le forze e piano piano dimenticai quei 2 terribili mesi e grazie al Signore mi rimisi bene in salute.<\/p>\n<p>Il risultato della biopsia fu &#8221; graffio di gatto? &#8220;. Non avevamo capito molto e quel punto interrogativo spiegava le parole di Mamma<br \/>\n&#8221; il Signore sa quando deve nascondere &#8221; e infatti il responso non rilevava alcuna patologia.<\/p>\n<p>GRAZIE MAMMA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Eugenia e vivo a Genova. Ho conosciuto Mamma Lucia nel 1975 quando riceveva a Sesto San Giovanni nella stanza della Santa Apparizione . Quell&#8217;incontro sconvolse profondamente la mia vita, cominciai a capire quello che fino a quel giorno non avevo mai capito. 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