{"id":5059,"date":"2017-02-19T18:05:21","date_gmt":"2017-02-19T17:05:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.figlidimammalucia.it\/it\/?p=5059"},"modified":"2017-02-24T13:34:58","modified_gmt":"2017-02-24T12:34:58","slug":"testimonianza-di-agostino-aprea-di-pompei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.figlidimammalucia.it\/it\/testimonianza-di-agostino-aprea-di-pompei\/","title":{"rendered":"Testimonianza di Agostino Aprea di Pompei"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo Agostino Aprea e sono di Pompei, il mio amico Clemente mi parlava sempre di Mamma Lucia, quando un giorno, doveva essere il mese di giugno dell\u2019anno 2004, mi fece l\u2019ennesimo invito per andare da Mamma e questa volta gli risposi che sarei andato e che avrei portato anche mia moglie. Partimmo la sera sul tardi e arrivammo verso l\u2019alba, ci venne dato latte caldo e biscotto per colazione e, dopo un po\u2019, ci fu l\u2019incontro con Mamma Lucia. Ero in ginocchio davanti a Lei e mentre mi accarezzava lievemente il viso, mi consol\u00f2, con parole dolci, per delle piccole incomprensioni che c\u2019erano state in famiglia. Mi baci\u00f2 sulla fronte dicendomi: \u201cCi penso Io\u201d. A mia moglie che nel 2003, le fu riscontrato un carcinoma al seno e nel maggio 2004 si sottopose all\u2019intervento chirurgico per togliere questo nodulo, quando entr\u00f2 anche lei nella Casetta delle Grazie al Cospetto di Mamma, senza che dicesse niente, fu Mamma a dirle tutto quello che aveva avuto e le aggiunse che al momento dell\u2019intervento le era stata accanto. Che grandiosit\u00e0 ha messo Il nostro Dio sulla terra! Queste sono emozioni che se non le vivi di persona \u00e8 difficile a raccontarle. Nel 2005 dovevo accompagnare mio figlio Ciro, che giocava a calcio, a Rofrano (SA) dove era in ritiro la sua squadra. Poich\u00e8 avevo l\u2019auto guasta, il suocero di mia figlia mi prest\u00f2 la sua auto che aveva qualche problemino oltre alle ruote un po\u2019 consumate, per cui se allentavi la presa del volante in cento metri ti portava a sinistra, non avendo altra possibilit\u00e0 decidemmo di partire la mattina successiva alle 5,00 con questa auto. Alle 4,00 mi sveglio per andare in bagno, vado a letto e mi riaddormento e, in quell\u2019ora che rimane, sogno mio padre che con tutti i suoi acciacchi era venuto da me, (tengo a dire che tra me e lui i rapporti si erano incrinati negli ultimi tempi), bussa il campanello di casa, gli apro e dietro di lui c\u2019\u00e8 Mamma Lucia; lui mi guarda, entra e, pallido in volto, mi dice: \u201cGuagli\u00f2, site turnat, hai fatto tardi? Facevo nu male pensiero\u201d (nel senso che aveva pensato che mi fosse accaduto qualcosa di male). Mi sveglio considerandolo un sogno come tanti, partiamo come programmato. All\u2019hotel del ritiro della squadra arriviamo alle 7,30, dove lasciamo Ciro e dopo aver fatto colazione, riparto con mia moglie per ritornare a casa. A quel tempo, sul tratto da Padula a Salerno, c\u2019erano i lavori per la terza corsia, percorsi circa dieci chilometri ad una velocit\u00e0 media di 40Km\/h con rallentamenti vari. Dopo Sicignano non ebbi pi\u00f9 problemi di viabilit\u00e0, tranne il problema noto delle ruote dell\u2019auto che mi costringeva a tener ben fermo il volante. Ma ecco che i miei occhi improvvisamente iniziarono a volersi chiudere, stropicciandomi gli occhi mi proposi di fermarmi a Contursi per riprendermi un po\u2019. Mia moglie, al contrario di altre volte, gi\u00e0 dormiva, allora presi dalla tasca la foto di Mamma e la misi davanti a me confidando in Lei di arrivare a Contursi dove mi sarei fermato. Ricordo che in quel momento al centro corsia, davanti a me, avevo un furgone del trasporto latte, lo sorpasso e vado avanti. Il furgone \u00e8 dietro, la mia velocit\u00e0 e circa 90Km\/h, con le braccia sempre tese sul volante per mantenerlo sempre dritto, \u2026\u2026.mi addormento. Vengo svegliato dal clacson di un\u2019auto, che mi sorpassa, alla guida vi era un uomo con una donna al fianco, il poveretto, molto spaventato perch\u00e9 si era visto improvvisamente stringere fra me e lo spartitraffico, gesticolava come per dire\u201dma che stai facendo?\u201d Intanto le mie braccia hanno fatto un movimento, per raddrizzare la guida dell\u2019auto, senza la mia volont\u00e0 nel volerlo fare e me ne rendo conto in quanto, appena svegliato, la mia prima attenzione fu rivolta al pericolo imminente dell\u2019impatto col furgone del trasporto latte che avevo appena passato istanti prima che mi addormentassi e che era dietro di me. Guardai dallo specchietto retrovisore ma il furgone non c\u2019era pi\u00f9, mi voltai allora per vedere meglio, niente, non c\u2019era il furgone n\u00e8 altre auto, dietro di me il vuoto; davanti, l\u2019auto del malcapitato era gi\u00e0 lontana. Avvertii, sentii una forte Presenza in macchina, al sedile posteriore, ebbi un forte timore, ma non paura. Mia moglie dormiva ancora profondamente, guardai la foto di Mamma, la ringraziai e, con il pensiero rivolto a Lei, iniziai a pregare senza mai smettere. Gli occhi non mi diedero pi\u00f9 problemi, senza pi\u00f9 fermarmi giunsi quasi senza accorgermene a Pompei. Durante questo tragitto ho continuato a sentire una Presenza dietro di me, sentivo come un Calore, come un Respiro. In via Lepanto intravedo il campanile, Ringrazio il Buon Dio e la nostra Mamma mentre mia moglie si sveglia meravigliata di essere gi\u00e0 giunti a Pompei. Entriamo in casa, il rintocco delle campane ci dice che \u00e8 mezzogiorno, dopo pochi minuti suona il campanello di casa, apro, \u00e8 mio padre che, pallido in volto, mi dice: \u201cGuagli\u00f2, site turnat, hai fatto tardi? Facevo nu male pensiero\u201d.<\/p>\n<p>La nostra Mamma e sempre dietro di noi che ci guida e ci protegge, dandoci segni inconfondibili della Sua Amorevole Presenza. Come nel sogno dietro a mio padre, inconfondibile \u00e8 stata la Sua Presenza in auto e la stessa scena sognata si \u00e8 ripetuta con le stesse parole di mio padre al nostro rientro a casa. Questa \u00e8 la grandezza della nostra Mamma, mi ha preso per mano e, su quell\u2019autostrada ha preparato il vuoto davanti e dietro la mia auto per circa un chilometro. Ricordare ancora oggi, a distanza di circa undici anni, tutti i particolari di quanto accaduto \u00e8 una sensazione del tutto unica. L\u2019emozione \u00e8 tanta, perch\u00e9, oltre al fatto di avere avuto salva la vita io e mia moglie, sull\u2019autostrada se ti addormenti sia a 150 o a 100 o a 50 chilometri all\u2019ora, NON VAI DA NESSUNA PARTE. Grazie Padre per averci donato la nostra Mamma. Grazie Mamma che Sei sempre Viva e Vera in mezzo a noi e non ci fai mai mancare il Tuo Santo Pronto Soccorso a noi figli scellerati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Agostino Aprea e sono di Pompei, il mio amico Clemente mi parlava sempre di Mamma Lucia, quando un giorno, doveva essere il mese di giugno dell\u2019anno 2004, mi fece l\u2019ennesimo invito per andare da Mamma e questa volta gli risposi che sarei andato e che avrei portato anche mia moglie. 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