Testimonianza di Maria Rosaria Spiezio di Nocera Superiore (Salerno)

Il primo Dono che Mamma Lucia mi ha fatto è stato quello della Fede. Sebbene fossi cresciuta nella formazione cattolica, quando cominciai a pormi le domande esistenziali in me trovai il nulla…e mi accordai con la mia adolescenza : Dio non esisteva, o se esisteva era un Dio lontano, che non mi andava di invocare in occasioni speciali. In quel periodo conobbi Mamma Lucia:il mio cuore chiuso riprese calore, stretto in un Suo abbraccio. Bastò il silenzio di quell’abbraccio per colmare il vuoto. Dio era in quella dolcezza, in quel profumo, in quella tenerezza, in quella bontà, in quelle braccia accoglienti…
Mai più nel mio cuore l’ho lasciata se non per dare spazio a Gesù.
Lei neppure si è mai allontanata e nelle mie lunghe e ripetute difficoltà che ho incontrato nel cammino ho sempre sentito la Sua presenza. Per questo ora scrivo, per dare testimonianza al Suo Amore e alla Bontà del Padre che mi ha permesso di conoscerLa.
Il racconto che segue rappresenta l’esperienza più forte che ho vissuto con Lei, ma non l’unica.
Era il 24 gennaio 2000, h 14,10. La mia terzogenita di quasi sei anni, a seguito di una caduta accidentale in casa, batte la tempia e all’istante perde conoscenza. Al pronto soccorso di Nocera Inferiore, refertano trauma cranico con emorragia celebrale. Ricovero d’obbligo al Santobono di Napoli con trasporto d’urgenza in ambulanza. I medici ci dicono che la sua vita è appesa ad un filo, non si può intervenire chirurgicamente…la prognosi è riservata. Dopo tre giorni di stato comatoso la bambina si rianima, ma ha vuoti di memoria, difficoltà di deambulazione, non controlla gli sfinteri. Ci vuole tempo, dicono i medici ,e farmaci per una lunga cura. Continuiamo a pregare e, come fin dall’attesa del primo soccorso, invoco l’aiuto di Mamma Lucia . Da lì a poco un infermiere mi chiama per far preparare la bambina a una tac: occorre verificare la situazione evolutiva dell’emorragia. In ogni caso ci sarà una lenta ripresa e una lunga convalescenza in ospedale, m’informa il primario. Mi accingo a prendere in braccio la bimba per spostarla nella sala delle indagini ,quando suona il telefono. E’ la mia custode che mi dice:- Mi hanno chiamato da Casa Santa per dirmi che Dio ha fatto Grazia; Gesù si è inchinato ai piedi del lettino di tua figlia e le ha ridato la vita.-
Credo in quelle parole…ma credo pure che il Miracolo non sia ancora compiuto.
La piccola fa la tac, attendiamo il risultato. Il primario mi chiama e dice che l’emorragia si è arrestata e si sta riassorbendo velocemente .- Se credete, potete dire di aver ricevuto un Miracolo-così mi dice il primario che la segue . Due giorni dopo ci dimettono.
Porto a casa Ilaria che cammina, ha tolto il pannolino…lamenta solo un po’ di mal di testa .ma non le viene prescritto nessun farmaco. Mi dicono che col tempo la cefalea scomparirà ma potrebbe evidenziarsi un danno in qualche funzione celebrale.
Ilaria oggi ha vent’anni, ha praticato per gli otto anni successivi la danza ritmica, sviluppando buone abilità motorie; ha preso lezioni di chitarra per due anni raggiungendo buoni risultati; ha frequentato il liceo classico in piena autonomia e conseguendo un buon voto alla maturità. Oggi frequenta il primo anno d’università, alla facoltà di lettere. Non ho mai visto i segni del danno. Ho solo visto i segni di un Grande Amore.
Sia lode al Padre, sia Benedetta la Mamma che intercede per noi con la Sua Misericordia.
Maria Rosaria Spiezio

Maria Rosaria Spiezio alleg

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